Il Santuario

Il Sacro Monte di Oropa ha sempre avuto un ruolo secondario rispetto al Santuario, senza dubbio più antico (i primi documenti risalgono al secolo XIII). La diffusione del culto della Madonna Nera aveva già superato i confini locali all’epoca dell’edificazione delle cappelle e si può ritenere che il Sacro Monte si inserì all’interno di una struttura ben avviata e conosciuta.

Le prime pietre delle cappelle furono posate a partire dalla prima metà del 1600, quando il perimetro del Santuario corrispondeva in buona parte al chiostro della Basilica Antica. Questa differenza di importanza tra i due complessi non traspare dalla loro architettura. Se osserviamo gli edifici, i materiali, i dettagli quali colonne,capitelli, trabeazioni e gli stessi impianti planimetrici, si può riscontrare una certa unità che deriva dallo sviluppo architettonico quasi contemporaneo.

 

 

Le due fabbriche, infatti, assunsero questa veste tra il 1600 ed il 1700, quando il Santuario era in crescente espansione e, grazie agli aiuti di casa Savoia, si riprogettò l’intera struttura ricettiva parallelamente alla costruzione delle cappelle. Gli architetti che attesero ai lavori del Santuario, infatti, lavorarono anche per il Sacro Monte.

È opportuno ricordare che all’epoca dell’edificazione delle cappelle l’accesso al Santuario di Oropa avveniva in modo diverso da oggi. L’asse principale di accesso era ruotato di 90 gradi rispetto a quello attuale. Si entrava nel “Chiostro della Madonna”, quello della Chiesa Vecchia, attraverso l’antico ingresso costituito dall’apertura di fronte al sagrato.

La porta regia, con la splendida scala di accesso, il primo chiostro con i due lunghi bracci e le testate, il grande prato antistante non esistevano ancora: al loro posto c’era un colle detto di S. Francesco, che, probabilmente, non consentiva di scorgere il Santuario. Sull’esatta morfologia del territorio non si hanno informazioni precise: del colle ci è giunta una rappresentazione un po’ idealizzata mentre le uniche notizie scritte riguardano i successivi lavori di sbancamento. Tuttavia, attestatane con certezza l’esistenza, si possono fare alcune ipotesi attendibili sul percorso di accesso al complesso del Santuario. Il pellegrino che si avvicinava ad Oropa percorreva la strada fiancheggiata, a sinistra, dalle cappelle e, a destra, dal suddetto colle, seguendo un percorso che non aveva come punto di fuga prospettico il Santuario.

Il Sacro Monte era la presenza monumentale che accoglieva chi arrivava ad Oropa. Certamente la strada di accesso al Santuario non coincideva con il percorso ascensionale delle cappelle, Santuario e Sacro Monte rimanevano comunque due entità separate, ma i rapporti visivi erano diversi.
Con gli ampliamenti successivi, dettati dall’esigenza di aumentare la ricettività del complesso e conferire una maggiore monumentalità, si creò la nuova assialità verso valle.

Il Santuario oggi sembra “aprire le proprie braccia” al visitatore che si avvicina: la porta regia, i padiglioni con le due testate ottocentesche e la cupola della Chiesa Nuova sullo sfondo costituiscono una quinta architettonica dalla prospettiva affascinante, ma questa macchina teatrale relega il Sacro Monte in un singolare stato di “drammatico” quanto meraviglioso isolamento.

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