La vegetazione

Può essere interessante osservare, nell’analisi paesaggistica del Sacro Monte, come la vegetazione costituisca un’occasione per scoprire una delle parti integranti del progetto architettonico sacro, certamente non la prioritaria, ma sicuramente degna di nota.
L’area del monte Oretto (così si chiama l’elevazione su cui sorgono le cappelle) è stata storicamente interessata dallo sfruttamento silvo-pastorale: la parte inferiore destinata a pascolo, la superiore a bosco, prevalentemente di faggio. É interessante notare come questo contrasto rimane immutato sino ad oggi. L’edificazione delle cappelle non ha quindi dato luogo ad una trasformazione, sino alla metà del 1800. Solo allora sembra nascere un interesse per la valorizzazione del Sacro Monte con l’introduzione del verde ornamentale, che porterà alla creazione del sistema di viali ancora esistente e della quinta visiva che delimita in modo esclusivo il percorso di salita tra le prime otto cappelle.
Alla fine del 1800 la parte superiore del Sacro Monte è interessata da interventi di rimboschimento, prevalentemente con conifere, che porteranno ad una modificazione rilevante della zona e come conseguenza verrà anche a mancare la leggibilità dello stesso come insieme unitario.
Tra i due periodi bellici le necessità di abbattimento portano alla decimazione di tutti gli esemplari arborei di bell’aspetto e di facile accessibilità, mentre, nel periodo successivo, le ulteriori necessità di rimboschimento fanno raddoppiare l’area destinata ai vivai forestali sotto la Cappella del Paradiso. Ciò determina, di fatto, la fine di ogni tentativo di sistemazione del verde con caratteristiche ornamentali. Con l’abbandono dei vivai, la vegetazione del monte si sviluppa sino a nascondere alla vista il tratto finale del percorso, mentre le esigenze di viabilità prevalgono su quelle estetiche.

 

© Copyright Ente di Gestione dei Sacri Monti 2013. All rights reserved.