L’architettura

L’architettura delle cappelle del Sacro Monte di Oropa è generalmente semplice ed essenziale. A differenza di altre esperienze non si dispone di documenti specifici riguardanti il progetto ed il percorso da realizzare. Francesco Conti fu autore dei disegni della cappella dell’Incoronazione di Maria (12) e probabilmente di altre dello stesso periodo, ma, spesso, il protrarsi della costruzione, che poteva durare anche decine di anni, portava alla modifica dell’idea originaria. Gli edifici non raggiungono livelli particolarmente elevati, ma spesso la semplicità del progetto è unita alla raffinatezza degli ornati in pietra: il contrasto tra l’intonaco esterno bianco o ingiallito dal tempo ed il grigio della pietra locale è il tratto caratteristico di queste architetture.
Gli impianti sono generalmente simmetrici o centrali e le forme diverse sotto le quali si presentano costituiscono variazioni di pochi modelli.
La struttura portante è realizzata in muratura, pietre e ciottoli.

I mattoni erano generalmente cotti a valle, ad Occhieppo Inferiore, e trasportati fin qui con l’aiuto di animali.
Le coperture di tutti gli edifici sono realizzate con lose di pietra sovrapposte, si tratta di lastre spaccate spesso in modo irregolare e posate a secco.

 

 

Questo tipo di manto, che poggia su una struttura lignea, ha creato non pochi problemi di infiltrazione di acqua piovana e di umidità all’interno degli ambienti. Nella cappella delle Nozze di Cana (10) la struttura portante originaria fu sostituita in tempi abbastanza recenti con due falde inclinate in calcestruzzo armato, non visibili, contravvenendo ai più elementari principi del restauro contemporaneo.
L’omogeneità del manto di copertura delle cappelle, il suo colore ed i suoi riflessi si armonizzano con l’intensità del verde circostante e sono un ulteriore elemento caratteristico di questo complesso.
 

Gli impianti più semplici sono l’Annunciazione (6) e le Nozze di Cana (10): si tratta di piante rettangolari divise all’interno in due aule.

Questi edifici esternamente rispecchiano la semplicità compositiva: pareti esterne bianche, lisce, arricchite talvolta solo da lesene e cornicioni. I lavori in pietra, limitati a modanature e doccioni, sono tra i più belli di tutto il complesso. Quelli dell'Annunciazione (6) e della Dimora di Maria al Tempio (4) sono splendidi: si tratta di figure zoomorfe, simili a teste di drago, lavorate con grande maestria.

 

La cappella delle Nozze di Cana ha un prospetto sobrio ma più articolato rispetto agli altri edifici con la stessa tipologia: due coppie di lesene si impostano su un basamento e sorreggono un cornicione. All’interno meritano attenzione una pregevole balaustra scolpita in un unico pezzo e la grata in ferro battuto.

 

 

 

 

Decisamente più grande, ma con un impianto sempre rettangolare impreziosito da due absidi laterali, è la cappella della Natività di Maria (2).L’edificio non è confrontabile con i precedenti perché decisamente più articolato e riccamente lavorato. L’interno si presenta come un unico ambiente la cui copertura è sostenuta da 4 colonne, caso isolato tra le cappelle di Oropa.Il prospetto propone un insolito accostamento di lavori in pietra e muratura: nella parte inferiore spiccano le colonne di un portico leggermente aggettante, le coppie di lesene laterali, le cornici delle finestre e tutta la trabeazione in pietra, mentre nelle parte superiore trovano posto lesene, cornici, cornicioni e mensole, tutti in muratura intonacata.

Due sono gli edifici con impianto poligonale: la Visitazione (7) ha pianta ad esagono quasi regolare perché, in realtà, i lati dell’ingresso e del retro sono leggermente più lunghi, l’interno è ellittico.

La pianta della Purificazione di Maria (9) si presenta ottagonale all’esterno ed all’interno, irrobustita nei suoi vertici da lesene che sostengono un complesso motivo di trabeazione in muratura.L’edificio è preceduto da un piccolo avamportico con due colonne in pietra locale.

La variazione poligonale, rispetto alle piante quadrilatere o a croce, fa supporre un’influenza dei modelli del vicino Sacro Monte di Varallo, tesi legittimata dal fatto che alcuni scultori attesero alle statue di entrambi i Sacri Monti.

Un’altra tipologia è individuabile negli impianti quadrati o rettangolari aggraziati da un portico, aperto su tre lati come nella cappella dello Sposalizio (5) oppure cieco sui lati minori con un arco a serliana sul lato di ingresso nella Natività di Gesù (8).

 

 

 

Talvolta, come nel caso della Presentazione di Maria al Tempio (3) l’edificio termina sul fondo con una piccola abside semicircolare.

Due cappelle presentano una sorta di deambulatorio che le circonda.

L’Immacolata Concezione (1), rettangolare all’esterno, cela internamente una pianta ellittica tipicamente barocca.

 

 

L’Assunzione di Maria (11) mantiene la stessa pianta circolare anche all’interno. In entrambi i casi i portici interrompono i prospetti degli edifici pressappoco a metà altezza, hanno all’incirca lo stesso numero di colonne e molto simili si presentano le mensole a sostegno delle cornici del tetto.

 

 

 

Gli impianti cruciformi della Dimora di Maria al Tempio (4) e dell’Incoronazione di Maria (12) sono i più articolati. Il primo è un volume cilindrico con quattro absidi rettangolari, che probabilmente sarebbero dovute essere anch’esse curve per una maggiore coerenza planimetrica.

 

 

 

Il secondo non è direttamente leggibile poiché sui fianchi e sul retro dell’edificio fu aggiunta quasi subito una sorta di galleria, per riparare la struttura esposta alle intemperie. Il disegno dell’impianto primitivo si riconosce dal cornicione esterno che si scorge attraverso le aperture presenti sui lati di questa protezione. È purtroppo ben visibile la trave in calcestruzzo armato, frutto di un restauro maldestro, che lungo la galleria sostiene le travi in legno del tetto. L’edificio è preceduto da un maestoso portico in pietra che introduce il visitatore alla scena più grande e più raffinata di tutto il Sacro Monte.

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