Il Sacro Monte


È un fenomeno artistico tipicamente italiano, diffusosi in seguito anche in Spagna, Portogallo e nell’America del Sud collocabile, da un punto di vista geografico, soprattutto in Piemonte e Lombardia.
Si tratta di una serie di edifici di dimensione, forma e stile non sempre omogenei, che contengono gruppi scultorei raffiguranti scene di argomento sacro ispirate ad un tema unitario quale, citando solo alcuni esempi significativi, la vita di Gesù a Varallo, il Calvario a Domodossola, i Misteri del Rosario a Varese, a Crea e, in modo diverso, ad Oropa, oppure la vita di altri personaggi significativi come S. Francesco ad Orta.

 


Le cappelle sono poste su un declivio e sono raggiungibili attraverso un percorso che le collega; il pellegrino è guidato in modo univoco da un edificio all’altro e può seguire la narrazione figurata che si sviluppa in modo diacronico.

Il periodo di diffusione di questa originale forma espressiva è individuabile tra la fine del ’400 e la seconda metà del ’700.
Lo scopo originario è rintracciabile nel desiderio di rievocare attraverso un’immagine forte, tangibile e reale i luoghi della Terra Santa, meta nel medioevo di quei pellegrinaggi che rappresentavano un momento importante nella vita di un cristiano. La crescente minaccia turca rese assai pericolose queste migrazioni, promuovendo così la realizzazione di luoghi “sostitutivi” ove si poteva acquisire l’indulgenza attraverso l’elemosina ed il pellegrinaggio. È questo il caso dei fenomeni definiti con il nome di “Nuove Gerusalemme”, di cui il Santuario di Graglia è una testimonianza incompiuta nella terra biellese.

Il Sacro Monte di Oropa è ispirato a questa forma rappresentativa ma è un’espressione di poco successiva ed ha uno scopo leggermente diverso: nasce, secondo alcune interpretazioni, in opposizione alla “riforma” protestante e viene costruito sul territorio a protezione della minaccia luterana, proveniente da nord, attraverso l’arco alpino. Ecco perché, analogamente a quello considerato, anche altri Sacri Monti sono collocati in posizione strategica e si sviluppano soprattutto nell’Italia settentrionale.
Nelle cappelle di Oropa il visitatore non è coinvolto all’interno della rappresentazione ma ne rimane semplice spettatore.

L’architettura è concepita in modo da tenere a distanza il fedele, le grate impongono uno o più punti di vista ben precisi e le scene, insieme agli sfondi dipinti, sono costruiti secondo le regole prospettiche che ne derivano.

Le statue spesso presentano aperture e cavità nelle parti nascoste e sono rifinite solo nelle zone in vista.
Il monte è il grande teatro naturale nel quale rappresentare questa esperienza di fede mediata dall’architettura, dalla pittura e dalla scultura: l’ascesa purificatrice, il distacco dal mondo terreno, la tensione dell’uomo verso la trascendenza sono solo alcuni simboli evocati da questo luogo, spesso indicato nelle Sacre Scritture come punto di incontro tra Cielo e Terra.
È difficile individuare un motivo determinante, un’idea guida che spinse all’edificazione di un Sacro Monte ad Oropa. Si può parlare più correttamente di una serie di cause che contribuirono a creare un clima adatto allo sviluppo del fenomeno. La vicina presenza di Varallo, che vantava più di un secolo di vita, certamente ebbe peso, ma lo spirito che animò l’edificazione delle cappelle di Oropa è profondamente diverso e riconducibile, in parte, al clima della Controriforma e agli effetti dell’azione pastorale intrapresa da Carlo Borromeo.

 

Il Percorso

La presenza della cappella di S. Giuseppe in Riva a Biella, così strettamente legata ad Oropa, ci fornisce alcune indicazioni sull’esistenza di un antico percorso devozionale che comprendeva tutto il cammino, divenuto poi mulattiera ed oggi strada che da Biella porta al Santuario. Non si vuole estendere il Sacro Monte di Oropa ad un tracciato così ampio e distribuito sul territorio, tuttavia è significativo rilevare che, ancora oggi, la salita a piedi verso il Santuario della Madonna Nera è fortemente radicata nella tradizione della gente biellese.

Le prime cappelle prive di statue, e le tre successive, S.Fermo, S.Luca ed il Trasporto erano quasi punti di riferimento per chi si avvicinava al Santuario ed al Sacro Monte.
Il percorso vero e proprio iniziava dalla cappella dell’Immacolata Concezione (1) e procedeva a zig- zag sulle pendici del colle.

 

 

 

 

Una particolarità del Sacro Monte di Oropa, che lo rende assai affascinante, è individuabile nella mancanza di una sede definita a terra: qui si cammina sull’erba che, a volte, arriva ad avvolgere le caviglie o addirittura a lambire i polpacci, rendendo ancora più faticosa la salita.
Sono gli edifici stessi a guidare il visitatore, disposti apparentemente secondo uno schema libero, ma in realtà ben ideato e progettato.
La strada prende forma solo tra gli ultimi tre edifici, Nozze di Cana (10), Assunzione (11) ed Incoronazione (12), grazie ad una serie di terrazzamenti in pietra costruiti per i vivai, in tempi abbastanza recenti.

Alcune testimonianze attestano anche in passato la presenza del bosco in prossimità delle ultime tre cappelle. Oggi i due filari regolari, posti a margine degli edifici e formati in prevalenza da tigli, si infittiscono in modo disordinato: le essenze cambiano e gli abeti rossi ed i faggi interrompono quel rapporto visivo che lega reciprocamente gli altri edifici.

Due ippocastani ultra centenari sono le piante più vecchie e preziose: il primo si trova a valle della strada sterrata nei pressi della cappella dello Sposalizio di Maria (5), l’altro è talmente vicino alla cappella della Natività di Gesù (8) da coprirne parte del prospetto durante i mesi estivi.

 

IL TEMA

Il progetto originario prevedeva un ciclo di venti cappelle, solo in parte realizzate, che dovevano costituire le tappe di un racconto non semplicemente legato ai Misteri del Rosario: piuttosto una sorta di narrazione di ampio respiro che includesse anche altri episodi significativi della vita di Maria, noti attraverso le Sacre Scritture ed i Vangeli Apocrifi.

 

Altre cappelle furono dedicate alla tradizione del Santuario o a Santi legati in qualche modo alla storia di questo luogo di culto. Furono allora erette la cappella di S. Luca, che la tradizione vuole artefice della statua della Madonna di Oropa; la cappella del Trasporto, costruita per ricordare il miracolo compiuto dalla Vergine che impedì il trasferimento del suo Simulacro a Biella; la cappella del Roc, sorta nel luogo in cui
S. Eusebio nascose la statua della Vergine, sempre secondo la tradizione. Infine quelle dedicate a santi: S. Fermo, edificata per celebrare la Vergine ed il Santo raffigurati in un dipinto sulla parete di un’antica dimora in Biella; la Maddalena; S. Giuseppe, a memoria di una precedente cappella già dedicata al medesimo Santo e poi distrutta; S. Eusebio, iniziatore, sempre secondo la tradizione, del culto mariano ad Oropa.

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